Mi presento


Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento (L. Dalla)

Sono nato nel 1958, mentre Domenico Modugno vinceva il Festival di Sanremo con “Volare” e per questo, forse, mi hanno sempre così intrigato le canzoni, che non hanno mai smesso di accompagnarmi.

Dopo gli studi classici, che mi hanno insegnato ad amare gli antichi e la loro straordinaria modernità, mi sono laureato in medicina e chirurgia e specializzato in ostetricia e ginecologia prima e in oncologia poi.

Ho ricevuto il grande dono del mestiere che volevo fare fin da bambino. A farmene innamorare fu il mio medico di famiglia, che testimoniava una eccezionale dedizione per il suo lavoro, non risparmiandosi mai. Più tardi ho travato nella sala parto e in quella operatoria il senso di una professione spalancata sulla vita. L’ospedale, con la sua ineffabile umanità, è il mio luogo di lavoro. Lì sono cresciuto, maturando diverse esperienze e responsabilità. Da più di dieci anni sono primario ginecologo presso il S. Martino-IST di Genova.

Ho a lungo camminato sui sentieri dello scoutismo e ancora percorro quelli della montagna. Le strade della vita mi hanno condotto, attraverso il matrimonio con Laura,  in un posto bellissimo, la paternità. I miei figli mi hanno regalato ciascuno una passione nuova. Con Giacomo è nato l’interesse per la fotografia, un modo per soffermarsi sul tempo, provando a leggere quel che la luce scrive. Con Giulia è arrivata l’attrazione per i pedali, sui quali provo a spingere la fatica, per mutarla, attraverso la catena e le ruote che girano, in energia nuova.

La passione per la politica nasce in periferia, nella casa in cui mio padre, operaio che andava a lavorare anche con la febbre, vedeva “Tribuna Politica”, e mi ripeteva che un cittadino aveva il dovere d’interessarsi della cosa pubblica. In quella periferia di Genova io abito tutt’ora e nel mio quartiere ho cominciato il mio impegno politico, che ha sempre affiancato e mai sostituito il mio lavoro, perché la politica ha da restare una passione, anche esclusiva per una stagione della vita, ma mai deve diventare il mestiere della vita.

Sono stato consigliere di circoscrizione, consigliere comunale di Genova, consigliere regionale della Liguria. Da quasi cinque anni sono senatore della Repubblica. In questi anni i partiti politici hanno cambiato nomi, simboli, identità. Ho cercato di seguire le idee e anche gli ideali. Talvolta la coerenza ha avuto ragione dell’ambizione, talvolta la superbia ha prevalso sulla coerenza. Con quali risultati complessivi sul mio operato non sta a me dire. Oggi nell’UDC mi occupo di quel che conosco: il nostro Servizio Sanitario Nazionale, affinché possa averlo anche chi verrà dopo di noi, ha bisogno certamente di risorse, ma soprattutto di buone idee. “Mi basterebbe essere padre di una buona idea”: è il verso di una canzone e per me un modo per restituire il molto che la vita mi ha dato.

I più potranno leggere questo mio apparire ora sulla rete, a poche settimane dalle elezioni, come un maldestro tentativo di occupare uno spazio che non ho mai presidiato. Non posso contrastare questo pensiero, ma m’intendo di consenso e so che non s’improvvisa. Piuttosto vorrei usare questo tempo per condividere un bilancio, quale che sia: c’è da chiedere scusa a quanti ho deluso, ringraziare quanti sono rimasti vicini, ascoltare chi ha voglia di esserci. Io sarei contento se riuscissi a far sentire ancora il vento che mi è rimasto nel cuore.